| Filippine − Comunicato ufficiale della comunità PIME nelle Filippine sull'uccisione del loro confratello P. Fausto Tentorio |
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| Mercoledì 19 Ottobre 2011 00:00 |
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“Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio”. (Michea 6:8).
Questo è il passo biblico che si legge nelle ultime volontà e testamento di p. Fausto Tentorio, nostro confratello nel Pime e nella missione. Queste parole contengono in sintesi tutta la vita e missione del nostro fratello sacerdote. In verità, ha camminato umilmente con Dio, praticando la giustizia e la bontà con amore in mezzo ai più poveri fra i poveri e gli emarginati come sono stati e sono ancora le popolazioni indigene filippine e i contadini dell’Arakan Valley, (North Cotabato).
Per oltre trent’anni, p. Fausto è stato per i tribali un padre (che affettuosamente lo chiamavano Tatay Pops), un fratello, un mentore e un amico, in modo disinteressato si è identificato con essi nella loro vita e cultura. Era veramente uno di loro con loro.
La comunità del Pime nelle Filippine loda e ringrazia Dio per il suo dono del martirio. Il Signore lo ha chiamato a compiere l'ultimo sacrificio al servizio di Dio e al servizio del Suo popolo.
Sappiamo che p. Tentorio era un uomo gentile, evangelicamente semplice e prudente, ma terribilmente coraggioso e coerente nel suo apostolato in difesa degli emarginati, soprattutto i popoli indigeni, e per l’integrità del creato.
Noi, missionari del Pime nelle Filippine, con i cuori appesantiti dalla tristezza e dal dolore, condanniamo nel modo più forte possibile l’assassinio di p. Fausto e chiediamo a gran voce che venga fatta giustizia per lui.
L’omicidio di p. Fausto ha rinnovato in tutti noi il dolore e la perdita dei nostri due fratelli martiri: p. Tullio Favali, ucciso a Tulunan nell’aprile 1985, e p. Salvatore Carzedda, assassinato a Zamboanga nel maggio 1992.
A questo punto della storia, la comunità del Pime nelle Filippine, rinnova il suo impegno a testimoniare il Vangelo nonostante rischi di ogni genere. Noi abbiamo fatto la promessa di servire la Chiesa e le persone nelle Filippine così come abbiamo fatto dal 1968, contando sulla presenza del Signore Gesù: “Ecco, io sono con voi tutti giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28: 20), e quindi non andremo via in questo momento, ma rimarremo e continueremo a servire. Il male non trionferà con la morte di p. Fausto!
Infine, facciamo nostre le parole dell’arcivescovo Orlando Quevedo, ex vescovo di Kidapawan.
“La morte di p. Fausto è un puro assassinio. Io lo condanno totalmente come un crimine che grida al cielo. Se gli autori pensano che la sua uccisione azzittirà sacerdoti, religiosi, fratelli e sorelle, e vescovi dal proclamare la giustizia del regno di Dio, si sbagliano. Il sangue dei martiri come p. Fausto sostiene il coraggio e l’audacia di coloro che si interessano alla pace e alla giustizia abbastanza da sacrificare loro stessi mentre percorrono la strada della non violenza attiva. Lancio un forte appello alle autorità affinché cerchino gli autori e li consegnino alla giustizia”. (Estratto da “Martire per la Giustizia e la Pace” di mons. Orlando B. Quevedo, Omi).
Cogliamo questa opportunità per esprimere i nostri sinceri ringraziamenti a tutte le persone di buona volontà che ci hanno fatto le condoglianze e ci hanno sostenuto con la loro solidarietà. Le vostre preghiere e il vostro essere con noi nel ricercare la giustizia per il nostro confratello ucciso è di grande conforto e fonte di rinnovato impegno.
Che il Dio della pace e dell’amore porti una pace duratura e la giustizia a Mindanao!
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