|
Dalla rivista AFRICA dei Padri Bianchi - Novembre- Dicembre 2011
Per il sommario Clicca qui
|
|
|
Giovedì 20 Ottobre 2011 00:00 |
|
Kidapawan (Agenzia Fides) – L’omicidio di padre Fausto Tentorio, PIME, è stato commissionato e compiuto da killer professionisti. E’ quanto affermano le autorità di polizia, responsabili delle indagini sul delitto. Come l’Agenzia Fides apprende da fonti locali, dopo i rilievi della polizia scientifica e conclusa l’autopsia, gli inquirenti hanno concluso che, dalle modalità, dalle armi di precisione e dalle munizioni utilizzate, “si deduce che l’omicidio è stato opera di criminali professionisti, killer di un certo livello, e non di delinquenti improvvisati”.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Mercoledì 19 Ottobre 2011 00:00 |
|
“Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio”. (Michea 6:8).
Questo è il passo biblico che si legge nelle ultime volontà e testamento di p. Fausto Tentorio, nostro confratello nel Pime e nella missione. Queste parole contengono in sintesi tutta la vita e missione del nostro fratello sacerdote. In verità, ha camminato umilmente con Dio, praticando la giustizia e la bontà con amore in mezzo ai più poveri fra i poveri e gli emarginati come sono stati e sono ancora le popolazioni indigene filippine e i contadini dell’Arakan Valley, (North Cotabato).
|
|
Leggi tutto...
|
|
|

|
Il Pime piange un altro suo missionario a Mindanao. Questa mattina nell'isola del Sud delle Filippine è stato ucciso padre Fausto Tentorio, 59 anni, originario del lecchese.«Padre Fausto - si legge sul blog dei missionari del Pime delle Filippine - è stato assassinato davanti alla sua parrocchia di Arakan, North Cotabato, Mindanao. Verso le 8 del mattino stava salendo sulla sua auto per recarsi a Kidapawan, 60 km dalla missione, per un incontro diocesano, quando un killer con casco in motocicletta si e' avvicinato e gli ha sparato diversi colpi. |
|
Da oltre 32 anni padre Fausto lavorava a stretto contatto con gli indigeni del luogo, i Manobos, nella formazione e organizzazione delle loro piccole comunita' montane. Cercava cosi' di rispondere alle loro necessita' e speranze quotidiane, lavoro e scuola, ma 'rispondere' voleva anche dire affrontare forze molto potenti interessate piu' ai beni materiali e interessi personali che a quelli di fratellanza locale e universale. Diversi anni fa era gia' stato oggetto di minaccia da parte di un gruppo armato appartenente al clan Bagani. In quella occasione fu protetto dagli stessi indigeni Manobos».
|
|
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Ottobre 2011 13:04 |
Dall'editoriale dal numero di settembre della rivista Africa: Viaggiare, spostarsi, andare in altri luoghi non è mai stato facile come negli ultimi anni. I treni ormai sono "ad alta velocità", gli aerei sono "low cost" e quindi più accessibili...... Scarica tutto l'articolo
|
|
Ultimo aggiornamento Domenica 18 Settembre 2011 22:43 |
|
|
|
|
<< Inizio < Prec. 1 2 Succ. > Fine >>
|
|
Pagina 1 di 2 |