| Il nuovo organo |
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| Scritto da Graziano |
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Il principale e solenne strumento musicale liturgico della Chiesa latina fu e rimane l’organo classico, cioè l’organo a canne. ( S. Congregazione dei Riti – Istruzione “ De musica sacra et sacra Liturgia).
Non poteva mancare una degna attenzione alla musica liturgica anche nel Concilio Ecumenico Vaticano II. La Costituzione conciliare Sacrosanctum Concilium sulla sacra liturgia (1963) prescrive: Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l'organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti. A sintesi dell'insegnamento conciliare, valga quanto ricordava Papa Paolo VI: “Se il Concilio Ecumenico ha aperto nuove strade per il futuro della musica sacra, stabilendo che nelle sacre celebrazioni il primato del canto liturgico spetti all'assemblea, non per questo viene diminuito il ruolo delle Cappelle musicali o delle «scholae cantorum»: il loro compito anzi è divenuto di ancor maggiore rilievo e importanza, perché devono servire di sostegno, di modello, di stimolo per una musica più elevata ed elevante “(Discorso del 25 Settembre 1977:). Nella lettera apostolica Dies Domini , al n. 50, a proposito di una celebrazione gioiosa e canora, Papa Giovanni Paolo II scrive: “Dato il carattere proprio della Messa domenicale e l'importanza che essa riveste per la Vita dei fedeli, è necessario prepararla con speciale cura. Nelle forme suggerite dalla saggezza pastorale e dagli usi locali in armonia con le norme liturgiche, bisogna assicurare alla celebrazione quel carattere festoso che s'addice al giorno commemorativo della Risurrezione del Signore. A tale scopo è importante dedicare attenzione al canto dell'assemblea, poiché esso è particolarmente adatto ad esprimere la gioia del cuore, sottolinea la solennità e favorisce la condivisione dell'unica fede e del medesimo amore. Ci si preoccupi pertanto della sua qualità, sia per quanto riguarda i testi che le melodie, affinché quanto si propone oggi di nuovo e creativo sia conforme alle disposizioni liturgiche e degno di quella tradizione ecclesiale che vanta, in materia di musica sacra, un patrimonio di inestimabile valore”.
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 05 Dicembre 2008 01:49 |





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