| ..Incontro con un Santo.. |
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| Riflessioni |
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Se chiedete ai vecchi abitanti di Baggio se nella loro vita hanno mai incontrato un Santo, la gran parte risponderebbe senza esitazione: Don Luigi Moretti! E aggiungerebbe in dialetto milanese: "perché l'era un sant homm". In questa affermazione sta il giudizio unanime su una vita sacerdotale esemplare, spesa interamente in questo rione, a partire dalla sua ordinazione avvenuta il 10 giugno 1933 (quando gli hanno consegnato un foglietto con destinazione "Baggio") fino al ritorno alla casa del Padre il 9 giugno 2003, alla vigilia del suo settantesimo anno di sacerdozio. Dal 1933 al 1952 è stato assistente dell'oratorio maschile di via Gianella, dove, in spazi molto ristretti (due stanzoni per le riunioni ed un cortile per i giochi, a fianco della Chiesa Vecchia) ha formato centinaia di giovani che lo ricordano con riconoscenza e venerazione. Stiamo parlando della quasi totalità dei giovani di Baggio, tanto che lui stesso in uno scritto su! bollettino parrocchiale affermava che "sono ben rari i ragazzi di Baggio che in quel tempo non siano passati per il nostro Oratorio". Sono anni difficili con tante tensioni sociali, con ideologie che mettevano in pericolo e in discussione anche la fede ed il suo impegno è stato quello di essere una guida sicura e di dare una formazione ai numerosi giovani che in quei tempi avvertivano più che mai la necessità di aggregarsi per capire e prepararsi alla vita. E' sempre stato presente e disponibile, essenziale e molto esigente; Don Luigi pur essendo comprensivo, era inflessibile sui principi e non tollerava l'indisciplina. Insegnava la parola di Dio e il catechismo anche in casa sua e inoltre le materie scolastiche per chi aveva problemi di apprendimento. Del resto il suo modo di vivere concretamente il Vangelo e l'impegno totale al suo ministero sono stati un esempio che hanno segnato e formato la gran parte della gioventù di allora. Molti di quei giovani, dopo la seconda guerra mondiale, si sono impegnati in campo sociale e politico, con una formazione e con dei princìpi che ai nostri giorni possiamo solo rimpiangere. Sono molti da ricordare, ma sarebbe riduttivo elencarli e allora mi limito a citare Egidio Negrini che potrebbe, anche lui, essere annoverato tra i santi incontrati nel nostro territorio. Ho voluto menzionare quei primi diciannove anni, come assistente dell'oratorio maschile, perché lui stesso ha sempre considerato questo periodo il più bello e intenso del suo sacerdozio, dove ha potuto seminare a piene mani su tanti giovani che certamente hanno trovato in lui un grande maestro di vita. Questi sentimenti sono stati testimoniati da tante persone quando abbiamo allestito uno stand per distribuire un volumetto, preparato per ricordarlo, in occasione della sagra di Baggio, nei due anni successivi alla sua morte. Anche chi è andato ad abitare altrove, si è fermato a raccontare la propria storia che inevitabilmente si era incrociata con la figura indimenticabile del prete Don Luigi. Nel 1952 diventa Vice Parroco di S.Apollinare, nel 1970 Parroco della nuova Parrocchia di S.Anselmo e il suo ministero sacerdotale diventa quotidianità tra la gente. C'è sempre! nessuno ricorda una sua vacanza o un'assenza di qualsiasi tipo. Si concede solo gli "esercizi spirituali" a Rho, perché sono obbligatori, ma nient'altro! La sua vita di sacerdote è intensissima, oltre alle S.Messe, confessa, battezza tanti bambini, numerosi in quegli anni, celebra matrimoni e funerali. E' vicino alle famiglie e alle persone in ogni circostanza, lieta, problematica e drammatica. Visita gli ammalati per confessarli e comunicarli, ma anche per amicizia e soprattutto perché lo considera un suo dovere. Per tutti ha una parola di conforto e d'incoraggiamento ed è sempre bene accetto, perché piace il suo modo di testimoniare il servizio di sacerdote. La sua povertà, umiltà e disponibilità verso chiunque, l'anno fatto amare, apprezzare e soprattutto rispettare anche da parte degli avversari della Chiesa. Chi non lo ricorda in giro per il quartiere con la sua bicicletta scassata (da donna), che spesso gli rubavano ed il proverbiale mantello nero durante il periodo invernale? Ma come aggiungere altro, quando lui stesso, ha sempre detto di non aver mai fatto nulla di speciale, ma semplicemente il suo dovere di Sacerdote? E' stato di una modestia straordinaria perché, nei tanti avvenimenti vissuti, anche in prima persona, ha sempre minimizzato la sua parte e messo in risalto quella degli altri. Questo è stato Don Luigi che si schermiva, anche quando qualcuno gli ricordava il suo titolo di Monsignore! La sua disponibilità era totale. Soprattutto negli ultimi anni della sua vita, se non aveva impegni, lo si trovava sempre in Chiesa, seduto nel confessionale a leggere il breviario, oppure a pregare davanti al Tabernacolo o davanti alla Madonna che venerava in modo particolare. Tutto questo ed è solo una minima parte, lo fa considerare un santo. Anche la sua tomba, sempre piena di fiori e lumini, testimonia che la gente lo ricorda e spera di avere ancora il suo aiuto dal cielo. Manca il miracolo! Qualcuno, con un pizzico d'ironia, dice che è talmente discreto e schivo che non osa chiedere a Dio le grazie, ma tutti sanno che chi chiede un aiuto a don Luigi non lo chiede invano ..... è solo questione di tempo! A.R. |
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