| XLVII GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI |
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| Riflessioni |
| Domenica 25 Aprile 2010 21:51 |
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Il Papa per la Giornata mondiale delle vocazioni: per essere un testimone credibile, il sacerdote deve vivere in amicizia con Cristo "La testimonianza suscita vocazioni" “Ogni chiamato alla vita di speciale consacrazione” si sforzi “di testimoniare il dono totale di sé a Dio” perché “la storia di ogni vocazione si intreccia quasi sempre con la testimonianza di un sacerdote che vive con gioia il dono di sé”. In occasione della 47a Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni che si celebra il 25 aprile, Benedetto XVI ha pubblicato il consueto Messaggio, che quest’anno sviluppa il tema: "La testi- monianza suscita vocazioni". Il Papa esordisce invitando “tutti coloro che il Signore ha chiamato a lavorare nella sua vigna a rinnovare la loro fedele risposta” perché anche se la vocazione è frutto della “azione gratuita di Dio” tuttavia è favorita anche dalla testimonianza dei consacrati che può “suscitare in altri il desiderio di corrispondere”. Un esempio viene da Giovanni Battista la cui testimonianza “è tanto feconda, che due dei suoi discepoli «sentendolo parlare così, seguirono Gesù»”. Anche la vocazione di Pietro “passa attraverso la testimonianza del fratello Andrea”, come pure quella di Bartolomeo che avviene “grazie alla testimonianza di un altro discepolo, Filippo, il quale gli comunica con gioia la sua grande scoperta”. Il Papa quindi richiama “tre aspetti della vita del presbitero ... essenziali per un'efficace testimonianza sacerdotale”. Anzitutto l'amicizia con Cristo, che si esprime nella preghiera che è la “prima testimonianza che suscita vocazioni”. La preghiera è unione con Dio, dialogo d’amore e fonte di vita spirituale. Era proprio la preghiera intensa di Gesù a suscitare “nei discepoli il desiderio di vivere la stessa esperienza”. Perciò, afferma Benedetto XVI, “chi vuol essere discepolo e testimone di Cristo deve averlo "visto" personalmente, deve averlo conosciuto, deve aver imparato ad amarlo e a stare con Lui”. Altro aspetto è “il dono totale di sé a Dio” la cui icona è Gesù nell'Ultima Cena. Il suo chinarsi “a lavare i piedi agli Apostoli, esprime il senso del servizio e del dono manifestati nell'intera sua esistenza Infine, un terzo aspetto “è il vivere la comunione”. Il Pontefice sottolinea l’importanza della comunio- ne di vita, perché essa mostra ai giovani “la bellezza dell’essere sacerdote” e li spinge a prendere in considerazione la possibilità di vivere così. “Si potrebbe dire” prosegue Benedetto XVI, “che le vocazioni sacerdotali nascono dal contatto con i sacerdoti, quasi come un prezioso patrimonio comunicato con la parola, con l'esempio e con l'intera esistenza”. Pertanto “è indispensabile l'esempio di quanti hanno già detto il proprio "sì" a Dio” perché la loro vita “fatta di scelte esistenziali e concrete, incoraggerà i giovani a prendere decisioni impegnative, a loro volta, che investono il proprio futuro”. Benedetto XVI conclude il suo Messaggio invitando i consacrati a coltivare “quell'arte dell'incontro e del dialogo” capace di indirizzare i giovani “e accompagnarli, attraverso soprattutto quell'esemplarità dell'esistenza vissuta come vocazione”. |





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